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Il calciomercato del Milan è già cominciato: svincolati e riscatti, ecco dove si risparmierà

milan fpf

Quattro partite per conquistare una complicata qualificazione Champions, quattro partite per sperare in un futuro prossimo decisamente più roseo. Il Milan si gioca molto più del prestigio in queste ultime giornate di campionato: l’accesso alla più importante manifestazione per club garantirebbe gli introiti necessari a calmare le acque sul fronte Fair Play Finanziario.

E, di conseguenza, dare margine di manovra alla dirigenza rossonera: Leonardo e Maldini hanno già giocato un bel bonus a gennaio, con gli acquisti di Paquetà e Piatek, operazioni che gli appassionati di giochi d’azzardo legali di certo avranno apprezzato. Ma senza i risultati sul campo potrebbero rivelarsi un clamoroso autogol.

Il rebus Gattuso

Il primo nodo da sciogliere è quello relativo all’allenatore. Ad oggi Gattuso, complice anche il rapporto ai minimi storici con Leonardo, ha possibilità di conferma che rasentano lo zero. La squadra sembra aver mollato negli ultimi due mesi, solo un gran finale di campionato e il quarto posto potrebbero riaprire qualche spiraglio.

Sullo sfondo c’è la sagoma di Maurizio Sarri, molto più difficile che si arrivi a Conte visto l’ingaggio faraonico che chiederebbe l’ex c.t. della Nazionale.

Scadenze e riscatti: ecco come il Milan rientrerà nei parametri del FPF

L’unica arma a disposizione dei rossoneri per restare tra i paletti del Fair Play Finanziario ed evitare un’umiliante esclusione dalle coppe è uno snellimento deciso del monte ingaggi. In questo senso saranno particolarmente d’aiuto alcuni contratti decisamente “pesanti”, in scadenza a giugno. Spicca quello dell’ex capitano Montolivo che percepisce 2.5 milioni a stagione, pesanti anche i 2 milioni di Bertolacci da tempo caduto nel dimenticatoio.

Per non parlare di José Mauri, che arriva a 1.4 milioni all’anno, e dei contratti di Zapata e Abate (1,7 e 2.3 milioni) che almeno sono regolarmente impiegati da Gattuso. Entrambi non perdono le speranze di un rinnovo, ma si tratta di uno scenario davvero poco probabile. Ecco che allora si arriva a 9.9 milioni di euro netti risparmiati e che al lordo fanno 20 milioni, senza dimenticare che a gennaio con l’addio a Higuain e l’arrivo di Piatek se ne sono risparmiati altri 7 (da 9.5 a 2.5).

Ci sarà poi da valutare la situazione di tanti giocatori che sono in prestito con diritto di riscatto. Il Milan vedrà rientrare alla base Andre Silva, per il quale il Siviglia non pagherà i 35 milioni stabiliti per riscattare il cartellino. Il club aveva di fatto immaginato di investire quella cifra per fare lo stesso con Tiémoué Bakayoko: il centrocampista francese sarebbe in dubbio anche in caso di qualificazione Champions, nulle le possibilità di permanenza in caso contrario. E sarebbe una grave perdita visto che l’ex Monaco è di certo una delle note liete di questa seconda parte di stagione.

Destinati a partire anche Strinic e Antonio Donnarumma (ingaggi da 2 e 1 milione di euro per non vederli praticamente mai in campo), mentre è da valutare la situazione relativa a Samu Castillejo. L’ala spagnola non ha di certo disputato una stagione entusiasmante ma ha anche dimostrato di poter essere utile nelle rotazioni: il problema è l’obbligo di riscatto da 15 milioni di euro (3 milioni già spesi per il prestito oneroso), il Milan proverà a limare qualcosina col Villarreal.

La cura dimagrante è ufficialmente cominciata, il Milan riuscirà a rispettare i parametri del Fair Play Finanziario?

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